martedì 19 aprile 2011

Millionaire Caramel Shortbread


Quando ho visto questa meraviglia sul blog di Tuki, sapevo che prima o poi avrei ceduto alla tentazione di farla, ben consapevole che il mio risultato mai si sarebbe avvicinato al suo. Ora, potrei dirvi che avevo una lattina di latte condensato in dispensa e mi sono accorta che stava per scadere, ma sappiamo tutti che i tempi di scadenza del latte condensato sono simili ai tempi di dimezzamento di un isotopo radioattivo (toh! A proposito di radioattività! Avete letto la nostra iniziativa contro il Nucleare? Vi ricordate che il 12 e 13 Giugno  anche se aveste deciso di andare al mare, prima dovete passare a mettere ben 4 SI al Referendum? Avete iniziato a pensare alla vostra ricettina ecosostenibile? Guardate che Saretta, Lenny e tante altre, alle quali va il mio supermegaincredi grazie, hanno già dato sfoggio delle loro capacità culinarie a basso impatto energetico eh..). Dicevamo, insomma, niente balle. Mi è venuta in mente la ricetta dei Millionaire Caramel Shortbread, mi sono alzata dalla scrivania facendomi strada tra fogli, libri, appunti e quaderni e ho messo la lattina in una pentola, coperta d'acqua. Quando stavano per scadere le 3 ore sono andata a rivedere la ricetta e...avevo sbagliato. :-) Ci voleva si il latte condensato, ma non a dulce de leche! Eh, ormai è fatta, userò questo. Tra l'altro, non l'avevo mai assaggiato e non è stato facile smettere di mangiarlo con il cucchiaino! Avrete ormai capito che questa mia versione si discosta un pochino dall'originale: per la base ho seguito le indicazioni di Tuki, come lei non ho usato cioccolato al latte per la copertura ma un fondente, al 65%. Non avendo, me tapina, uno stampo rettangolare, ho usato un cerchio da 22, ed è per questo che io non ho i miei quadratini perfetti (ok, diciamo anche per questo..). Ma forse la cosa migliore (nel gusto, non nell'aspetto, infatti non li vedrete oggi :-) ) è venuta fuori con l'impasto della base che mi era rimasto: ho deciso di rifarli per il mio imminente compleanno, prossimamente su questi schermi..




Millionaire Caramel Shortbread

per la base: 
150g farina 00
100g burro morbido
50g zucchero
un pizzico abbondante di sale


per il caramello: 
una lattina di latte condensato da 395g
una noce di burro


per la copertura:
100g cioccolato fondente 60%
una noce di burro 






Per prima cosa mettete la lattina di latte condensato, completamente chiusa,  in una pentola con tanta acqua da coprirla del tutto. Accendete il fuoco e lasciate sobbollire per circa 3 ore, controllando di tanto in tanto che l'acqua non sia evaporata e aggiungendone altra calda se necessario. Nel frattempo preparate la base: mescolate farina, zucchero e sale, aggiungete il burro a pezzetti e lavoratela quel tanto che basta a ottenere un composto piuttosto omogeneo, pressatelo nella teglia (meglio rettangolare se l'avete) rivestita di carta forno e mettete in forno per 25minuti a 170°, in forno già caldo. Fatela freddare all'interno della teglia.Una volta che il dulche de leche sarà pronto, aprite la lattina e versate il contenuto in una ciotola, aggiungete il burro e mescolate bene: perchè il burro si sciolga è necessario che il caramello sia ancora tiepido, se l'avete preparato in anticipo bastano pochi secondi nel microonde. Versatelo quindi sulla base e realizzate uno strato generoso, battendo delicatamente la teglia sul piano di lavoro per distribuirlo uniformemente. Riponete in frigorifero per un paio d'ore, poi versate sopra il caramello ormai freddo la glassa, realizzata sciogliendo il cioccolato fondente a bagnomaria con il burro. Rimettete in frigorifero e sformate il dolce solo quando tutto è ben freddo e solidificato: per tagliarlo con precisione, scaldate la lama in acqua bollente e pulitela ad ogni taglio. 






A presto con la II versione...!

martedì 12 aprile 2011

Qualche impegno per il 12 Giugno? Io Si!


Oggi non si parla solo di cucina: avere un blog di ricette ti da' la grandissima possibilità di conoscere e confrontarti con persone che hanno la tua stessa passione, e puo' capitare che tra un piatto di pappardelle, un grissino e un vassoio di biscotti, si trovino altri punti in comune. Ed è proprio quello che è successo a me, Sara, Martina e Serena. Complice un post su Qualcosa di Rosso, abbiamo scoperto di avere lo stesso incubo: il ripristino dell'utilizzo dell'energia nucleare nel nostro Paese. Ne abbiamo parlato a lungo, poi di comune accordo abbiamo deciso di estendere la conversazione a tutti voi, ma a modo nostro, in pieno foodblogger style: con un Non-Contest che vi ricordi che il 12 e 13 Giugno è necessario andare a votare per il Referendum, e votare SI, per impedire che in Italia vengano costruite nuove centrali nucleari. Noi crediamo che sia possibile un futuro diverso, per noi, per i nostri figli, per i nostri nipoti: siete ancora scettici? Informatevi: abbiamo consultato il Prof. Claudio Santi, docente all'Università di Perugia, che nelle righe qui sotto spiega quali sono i rischi e quali sono le bugie che ci raccontano sul Nucleare. Partecipate alla nostra iniziativa e aiutateci a diffondere queste informazioni: in palio c'è anche un bellissimo libro di Cucina!


La mia opinione al riguardo, se ricordate, l'avevo data circa un anno fa, quando raccoglievo le firme per avere questo referendum. Appartengo alla cosidetta "Generazione Chernobyl", sono nata proprio in quegli anni, sono cresciuta con lo spettro del disastro radioattivo e so bene cosa abbiano passato gli abitanti di quelle zone: non dimenticherò mai la paura e il dolore con cui un bambino della mia età ci raccontò come erano dovuti scappare dalle loro case. In modo particolare, la cosa che mi colpì in modo maggiore fu il suo modo di ricordare le sirene assordanti che accompagnavano la frenesia dei genitori nel prendere quel poco che riuscivano, prima di andarsene per sempre da lì. Sappiamo bene ormai che l'evacuazione non è servita, l'esplosione ha causato tumori e leucemie che stanno mietendo vittime da piu' 20 anni e ora stanno raggiungendo il picco piu' alto, sopratutto tra i bambini. Il Giappone ci insegna che anche un popolo meticoloso e con gli standard di sicurezza tra i piu' alti del mondo non riesce a controllare un disastro come quello di Fukushima: anche l'Italia è, come ben sappiamo, purtroppo, una terra sismica, ma è lontana anni luce da quella precisione e accuratezza che sono necessarie per costruire strutture delicate come le centrali nucleari. Parliamoci chiaro: i sindaci delle nostre città intascano tangenti per bruciare rifiuti tossici negli inceneritori, gli appalti si vincono con conoscenze e bustarelle per costruire palazzi di sabbia, non siamo capaci di smaltire l'immondizia quotidiana. L'Italia non è un Paese pronto per il nucleare, probabilmente non lo sarà mai. E io dico NO, ma per dire NO, il 12 e 13 Giugno bisogna dire SI.

La Terra non è eredità ricevuta dai nostri padri
ma un prestito ricevuto dai nostri figli.




La parola all'esperto:

1.Il nucleare produce pochi gas serra!

FALSO: Bisogna considerare tutte le fasi necessarie a far funzionare una centrale, come ad esempio la sua costruzione, l'estrazione la purificazione e l'arricchimento dell'uranio ed anche le fasi della sua dismissione: messa in sicurezza delle scorie e smantellamento. Sono questi processi che richiedono una enorme quantità di energia, quasi tutta ricavata dalle fonti fossili. Se valutiamo quindi tutto il ciclo di vita di una centrale la produzione di energia elettrica con il nucleare produce una quantità di gas serra di poco inferiore alle fonti fossili ma decisamente superiore a solare ed eolico.

2.Il nucleare ridurrà i costi dell'energia elettrica!

FALSO: La costruzione di una centrale nucleare è un processo lunghissimo, dura circa dieci anni e richiede un investimento iniziale enorme (10,8 miliardi di dollari per 1000 MW in Canada) che deve essere ammortizzato per periodi lunghissimi (40-50 anni) al fine di garantire in proficuo ritorno all'investitore. A questo va aggiunto che il costo dell'Uranio sta crescendo e continuerà a crescere perché, esattamente come avviene per il petrolio, diventerà sempre più difficile prelevarlo dalla terra e purificarlo. Un recente studio Svizzero mette in evidenza che se la Svizzera deciderà di continuare a produrre energia elettrica attraverso il nucleare andrà inevitabilmente incontro ad un aumento del costo dell'energia e quindi un aumento della bolletta a carico dei cittadini.


3.Esistono tecnologie in grado di superare il problema delle scorie!

FALSO: I reattori che possono essere progettati e costruiti oggi, ed in particolare quelli che l'Italia intende commissionare alla francese AREVA producono scorie altamente radioattive e che rimangono tali per decine o centinaia di migliaia di anni. Il problema delle scorie a livello planetario ha oramai raggiunto livelli preoccupanti, basti pensare che neppure negli USA finora è stata trovata una soluzione migliore rispetto al dal nascondere in grotte scavate nelle montagne desertiche del Nevada. Il problema della pericolosità delle scorie condiziona anche il processo di dismissione di una centrale a fine ciclo, una operazione complessa, pericolosa e molto costosa, che in genere si preferisce rimandare (in Gran Bretagna, lo smantellamento di alcune centrali è stato rimandato di 100 anni), in attesa che la radioattività diminuisca e nella speranza che gli sviluppi della tecnologia rendano più facili le operazioni. Scorie e smantellamento rappresentano la scomoda eredità che lasceremo sulle spalle delle nuove generazioni.

4.Lo sviluppo dell'energia nucleare garantirà l'indipendenza energetica del nostro Paese!

FALSO: L'Italia non ha uranio, esattamente come non possiede il petrolio. Quindi, se il settore elettrico decidesse di liberarsi dalla dipendenza dei combustibili fossili utilizzando energia nucleare, ntrerebbe in un?altra dipendenza, quella dall?uranio, anch?esso da importare e anch?esso in via di esaurimento. In aggiunta a questo l'Italia non ha neppure la filiera che porta dall?uranio grezzo estratto dalle miniere all?uranio arricchito utilizzato nei reattori. Per il combustibile dipenderemo totalmente da paesi stranieri, come ad esempio la Francia. La Francia però, a sua volta, non ha uranio e per far funzionare i suoi reattori ne importa il 30% da una nazione politicamente instabile come il Niger.


5.L'energia nucleare è in forte espansione in tutto il mondo!

FALSO: Da vent'anni il numero delle centrali nel mondo è di circa 440 e nei prossimi anni (anche prima del disastro di Fukushima) si prevede che il numero di quelle che verranno spente sarà superiore al numero di quelle che entreranno in funzione. In Europa nel 1995 il contributo del nucleare era circa il 24% della potenza installata, nel 2008 appena il 16%. Nel mondo in due anni (2006-2009) l'energia elettrica prodotta col nucleare è diminuita di 60 Twh. Nel 2009 è stata annunciata una controtendenza soprattutto sulla spinta dei paesi emergenti Cina ed India, una controtendenza che ad oggi rimane ancora tutta nella teoria. In Europa l'unico nuovo reattore in costruzione in Finlandia nel sito di Olkiluoto ha visto, ad oggi, più che raddoppiati i tempi previsti per la consegna così come i costi di messa in opera.


6.Le centrali di quarta generazione sono quasi una realtà!

POCO CREDIBILE: Se cosi fosse perché affrettarsi oggi a costruire una centrale di III generazione che rimarrà in funzione per i prossimi 50-60 anni?


7.Un disastro nucleare legato ad una centrale nucleare è un evento molto improbabile!

VERO MA: Fukushima ci insegna che anche quello che possiamo considerare oggi estremamente improbabile non può essere considerato impossibile. Il nucleare senza rischi non esiste.

A cura del Prof. Claudio Santi, docente di Chimica Organica presso la Facoltà di Farmacia, Università degli Studi di Perugia




E infine il Nostro Non-Contest!
Regolamento
1. È possibile partecipare al contest con una o più ricette obbligatoriamente a basso impatto energetico ossia: preparate con ingredienti di scarto e/o preparate con ingredienti autoprodotti e auto raccolti e di stagione e/o ricette cucinate o preparate in modo ecologicamente sostenibile;
2. Lasciate il link della vostra ricetta come commento esclusivamente al post dedicato al contest del blog L’Omin di Panpepato di Serena.
3. Tra tutte le ricette partecipanti ne verrà scelta una sola vincitrice a giudizio insindacabile di noi ideatrici.
4. Vincerà la ricetta che abbia centrato appieno il tema, svolgendolo nel migliore dei modi ed attenendosi il più possibile al punto 1 del regolamento.
5
. Saremmo liete se inserirete il logo nel post della vostra ricetta e, se possibile, in una colonna del vostro blog linkandolo a questo post (ma non vogliamo obbligare nessuno).
6. Si può partecipare fino a domenica 5 giugno 2011 in modo da dichiarare il vincitore domenica 12 giugno primo giorno del referendum
7. Alla fine tutte le ricette partecipanti verranno raccolte in un pdf che avrà come copertina la foto della ricetta vincitrice.
8. Al blog vincitore andrà una copia autografata del libro di Lisa Casali “La cucina a impatto [quasi] zero” che gentilmente ci supporta in questa nostra iniziativa.

Partecipate Numerosi, Vi aspettiamo!
E Ricordate 12-13 Giugno: 4 SI!!!

giovedì 7 aprile 2011

I Risultati del Concorso Burro Salato 1889 Fiandino!


è stato selezionato per far parte
delle ricette che compongono il libro
"Il Burro Salato"


le Fattorie Fiandino e Lelio Bottero,
è stato divertente, interessante
ed è anche una bella soddisfazione!

Complimenti a tutti i partecipanti e ai vincitori (che trovate qui)

mercoledì 6 aprile 2011

Domani è gia qui, da due anni..



Sono passati due anni. In questi due anni c'è stato posto per tante cose: per il senso di impotenza, per la disperazione, per il dolore, per la rabbia, per le polemiche. C'è stato, persino, qualcuno che ha trovato posto e modo per ridere. Ma la cosa importante è che c'è qualcuno che ha delle responsabilità, responsabilità gravi, che non possono essere ignorate. Nella casa dello studente fatta con la sabbia potevo esserci anche io, pur non essendoci mai stata, c'erano ragazzi come me che invece di tornare a casa per Pasqua erano rimasti per studiare, sapete, gli esami... Come potevano sapere che quei muri erano destinati a crollare, loro. Loro. C'era qualcuno che lo sapeva, pero', qualcuno che lo sapeva e non ha fatto niente. Sono passati due anni, ma appena i riflettori del circo mediatico messo su dal premier in occasione del G8, si sono spenti, l'Aquila è stata abbandonata. Guardate qui e vedete se riuscite a trovare qualche differenza, se non minima, tra il 2009 e il 2011. Non sono arrivati nemmeno i soldi promessi dai potenti del mondo. 37mila persone sono ancora senza casa, solo 20 negozi sono aperti nel centro storico (nonostante ne dica la Dalla Chiesa...). Come ci siamo ridotti in questo Stato? L'Aquila, cosi' come 7 anni prima San Giuliano di Puglia, dimostra come anche le vite dei nostri figli in questo paese passino in secondo piano di fronte alla possibilità di guadagnare soldi. Avete costruito male, con la sabbia, edifici fatiscenti e cosa ci avete messo dentro? Una casa dello studente,una scuola elementare, un ospedale. Avete le mani sporche, la vostra coscienza dovrebbe impedirvi persino di respirare, figuriamoci di guardarvi allo specchio e di dormire la notte. E anche oggi se ne parlerà di sfuggita, ci sono imputati piu' illustri da celebrare... ma c'è una parte di Italia che non vi dimentica, che non rideva e che si impegnerà affinchè sia fatta giustizia. Perchè nella casa dello studente fatta con la sabbia, potevamo esserci tutti noi.



venerdì 1 aprile 2011

Pane di Segale con Noci e Semi di Girasole

Mentre comincia un finesettimana molto cuciniero, che sarà dominato da prove, tentativi, modifiche e, alla fine..scelte, per qualcosa che poi vi dirò, mi prendo giusto dieci minuti per parlarvi di questo pane me ra vi glio so! Pensavo che l'unica strada per me, per fare il pane a casa, fosse questa di cui vi parlavo qui: minimo sforzo, massima resa. Invece dalla terra di questa città stupenda (bastaaaaaaaa, non ne possiamo piuuuuuu che parli di Torinoooo) è accorso in mio aiuto il Molino Chiavazza. Non so come farò visto che qui non si trova praticamente niente di questa azienda fantastica, ma vi consiglio per il momento sopratutto due prodotti: la farina antigrumi, semplicemente perfetta per la crema pasticcera e la farina di segale, ideale per un pane come il mio... La ricetta deriva da quella che si trova direttamente sulla confezione, ma con qualche modifica!

Pane di Segale con Noci e Semi di Girasole

500g farina di Segale Molino Chiavazza
1 bustina di lievito in polvere/1 cubetto di lievito di birra
1 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di zucchero
2 cucchiai d'olio
circa 300ml di acqua tiepida
80g noci tagliate grossolanamente
2 cucchiai di semi di girasole

Versare la farina nella ciotola dell'impastatore, aggiungere il lievito, secco o sbriciolato e lo zucchero. Azionare la macchina e aggiungere a filo l'olio e l'acqua, finchè l'impasto non si stacca dalle pareti ma è comunque umido e morbido. Aggiungete il sale poco prima di esaurire l'acqua. Fate impastare bene per 7-10 minuti, poi aggiungete le noci e i semi. Fate lievitare per circa un'ora, poi date la forma che preferite su una teglia rivestita di carta forno e lasciate lievitare nuovamente per circa 40 minuti. A piacere, praticate delle incisioni sulla superficie e infornate a 200°C per circa 50 minuti.

Buon fine settimana!

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