sabato 10 dicembre 2011

Christmas Time: qualche idea


Perchè sembra di avere tempo, ma in realtà camminiamo a grandi passi verso l'oraX. Ieri mattina, mentre ero in treno (tutti ponte avevate fatto eh..maledetti..!) ho provato a buttare giu' una lista.. prima dei regali, poi delle christmas box, poi della spesa. Alla fine ho riletto la prima e mi è venuto da ridere. C'erano i nomi di tutte le persone a cui intendo fare un regalo, ma non c'era nemmo un regalo! Neanche la traccia di un'idea. Nel frattempo invece prendono forma le idee di packaging..prossimamente (appena saranno passate dal virtuale al reale) ve le mostrerò, per ora vi lascio qualche mia idea degli anni passati e qualche bella idea altrui trovata in giro! 


1. Cookies in Jar

Se digitate "Cookies in a Jar" su google immagini, vedrete quanto è antica e diffusa questa idea. Io l'ho trovata deliziosa, e l'anno scorso le mie amiche hanno approfittato delle vacanze di Natale per cimentarsi in un biscotto con le gocce di cioccolato. La mia foto lascia molto a desiderare, ma l'importante per l'effetto è che disponiate bene gli ingredienti secchi a strati (meglio quindi alternare colori diversi per una questione cromatica). Stampate una bella etichetta (anche queste sono dello scorso anno, per il 2011 ho cambiato colore e carattere..stay tuned!) e un cartoncino con tutte le indicazioni. Io l'ho italianizzato in "voglia di cucinare in barattolo". Carino, no? :-) 



2. Cioccolatini Deliziosi

Lo scorso anno questi cioccolatini (tra l'altro vititme di plagi e scopiazzamenti..ma non ce la prendiamo, suvvia) sono stati esclusi all'ultimo dalle Christmas Box, non so perchè sinceramente, forse perchè c'erano davvero troppe cosine o forse perchè..sapete com'è, lo scorso anno ero ancora una studentessa universitaria con l'appello natalizio :-) ora sono semplicemente disoccupata! Chiacchiere a parte, li trovo molto versatili e pratici, oltre che buonissimi. Nella mia versione non ci sono sostanze deperibili, quindi non serve frigo per conservarli. Quest'anno li ricoprirò sia con il fondente che con il cioccolato bianco, sisi. 

3. I Baci di Dama della Ciliegina

Sempre parlando dello scorso anno, non posso evitare di segnalarvi i baci di dama di Tuki, che ovviamente non sono venuti perfetti come i suoi, ma erano davvero buonissimi. In piu' potete, come lei stessa consiglia, preparare l'impasto a palline e congelarlo. Cosi regalarete dei baci appena sfornati.. 




4. Pepatelli Molisani

Credo che non farli potrebbe portare male, poi questa volta per la prima volta non sono andata a farli da Nonna perchè non siamo riuscite a scendere per l'8 (non sono cosi' disoccupata, in fondo!)  sono pronta a farli da sola, ce la posso fare. I Pepatelli si conservano per molto tempo se li chiudete in una scatola, sono tipicamente natalizi: mandorle, miele, arancia e un po' di pepe per quello sprint in piu'. Non li avete mai provati? E' l'anno giusto!




5. I Cake Pops di Anemone

(Quanto è deprimente la mia foto dei pepatelli tra le due bellissime di Tuki e Anemone?) Trovo deliziosa questa idea di Anemone, dei leccalecca di torta! Lei ha sempre idee bellissime, non solo per le ricette ma anche per il packaging, anche quest'anno potete scaricare template per etichette davvero molto carine. Io sono letteralmente innamorata dei biscotti "a rete", nonchè del suo shop.. 



6. I Cremini al Pistacchio

Ecco perchè i cioccolatini avevano perso il podio! Per colpa di questi qua! In effetti era stato difficile scegliere, perchè anche questi erano molto buoni e non troppo laboriosi, forse hanno vinto per via del loro indiscutibile fascino. Immaginateli in una piccola scatola trasparente con un bel nastro di raso..



7. Il Patè di Natale

Dopo tanto dolce, ecco un pensiero per chi preferisce il salato. Questo patè è il patè di Natale per eccellenza: la ricetta viene da un sale&pepe del 1999, che ogni anno viene tirato fuori per leggere la ricetta, anche se ormai è scritta ovunque, anche qui. Io preparo una treccia di pane, come questo o questo, lo incarto in una busta trasparente, fiocco, etichetta (questa è sempre dello scorso anno, elaborata da quelle di Suze) e lo regalo insieme al patè. L'importante è fare il pane il giorno stesso in cui si regala! 



8. Tartufi assortiti

Ancora cioccolato? Un'altra idea semplice, rapida ma buona e d'effetto è questa dei tartufi: basta poi sbizzarrirsi con i "rivestimenti"! Cacao, zucchero a velo, nocciole, pistacchi, granella di zucchero, confettini, fondente di zucchero, matcha...In una scatola rivestita di velina e disposti in modo alternato, fanno sempre la loro porca figura :-) 


Per oggi ci fermiamo qui, ma altre idee potrebbero arrivare da un momento all'altro..!
Buon Weekend, siate buoni! ;-)

giovedì 1 dicembre 2011

Semplice e Chic: il Dessert di Natale


Come promesso, oggi che entriamo ufficialmente nel mese di Dicembre, sono pronta a dirlo: Natale sta arrivando. Sono certa che questo we accenderanno tutte le luminarie che ormai da settimane sono installate nelle nostre strade, anche qui stiamo iniziando a pensare a come sarà l'albero e a come allestire le nostre Christmas Box, alla ricerca di scatole, scatoline, nastri e buste perfette. Pavel è anche tornato a casa, quindi in realtà sarei pronta ad iniziare.Manca solo lo spirito giusto. Non solo perchè mancherà una persona fondamentale per la nostra famiglia e perchè una serie di circostanze al momento limitano la mia serenità, c'è anche qualcos altro. Sappiamo tutti che stiamo attraversando un momento molto difficile dal punto di vista economico, non si fa che parlare di crisi e per quanto qualcuno si ostini a dire che non è vero, che i ristoranti sono pieni e che gli alberghi sono tutti prenotati, intorno a me vedo davvero tutt'altro. E non riesco ad accettarlo. E' vero che tutti stiamo limitando molto il superfluo, dove vado sento dire che "quest'anno non si fanno regali" e non si va da nessuna parte. Ma secondo me non basta. 

Non potremmo unirci, foodblogger e non, di Roma e dintorni (giusto per questioni logistiche), e fare qualcosa di concreto per chi non ha modo di vivere dignitosamente?
Conoscete qualche associazione a cui possa servire una mano?

Conto su di voi, sapete come si dice, tante goccioline insieme...



Dopo questo discorso (perdonatemi se sembra un discorso trito e ritrito, ma mi sta veramente a cuore, in questo momento penso continuamente a cosa si potrebbe fare...) faccio un po' di fatica a parlare di nuovo di un argomento "superficiale" come un dolce. Comunque, quanti di voi al mercoledi' sera restano incollati davanti a Masterchef Italia? :-) Qui è un appuntamento fisso, nonostante la scorsa settimana sia uscito il mio preferito, proprio a causa di una creme brulèe! E io ero li' che gli dicevo: "Denny, noooooo! Il forno è troppo alto!" E infatti il mio Denny è stato eliminato e ora sono libera di gufare serenamente per tutti allo stesso modo, anche se ammetto che Spyros un po' simpatico mi sta. In ogni caso, la Creme Brulèe è un dolce piuttosto rapido da fare, che richiede attenzione solo in alcuni passaggi fondamentali. E' un dolce scenografico, perchè potete caramellare lo zucchero con il cannello davanti ai vostri commensali, potete (anzi, dovete!) prepararlo uno o due giorni prima, avendo cura di mettere le ciotoline in frigo in un contenitore con il coperchio che le isoli dal resto e finire tutto all'ultimo. Altra caratteristica che rende la Creme Brulèe un dolce adorabile, è la versatilità: come direbbe Jovanotti, puo' cambiare tutti i giorni e restare sempre la stessa, :-) basta modificare l'aromatizzazione o il gusto. Tra le mie preferite ci sono sicuramente quella al pistacchio e quella al caffè, ma cosa dire delle piu' classiche alla vaniglia e al limone? E' sempre perfetta, io non amo particolarmente quella al cioccolato (sembra strano, lo so) ma è una variante molto diffusa e apprezzata, cosi' come quella alla liquirizia. Alla fine della cena della Vigilia o del Pranzo di Natale, notoriamente pasti molto abbondanti, trovo che sia indicato un dolce piu' delicato al palato, sopratutto in considerazione del fatto che ci saranno anche torroni, biscotti, pandori e panettoni. Per questo ho pensato ad una versione con due agrumi molto profumati, che si sposeranno benissimo con il caramello croccante...

Creme Brulèe di Natale al Mandarino e Lime
per 4 persone 

2 tuorli 
250ml di panna fresca
2 mandarini
1 lime 
2 cucchiai di zucchero 
+ zucchero di canna per caramellare

Per prima cosa, prelevate la buccia dagli agrumi e metteli in un pentolino con la panna. Scaldate a fuoco lento finchè accenna il bollore, spegnete e lasciate in infusione, con il coperchio per almeno 30 minuti. Accendete il forno a 130-140°, meglio se statico. Riaccendete il fuoco e in attesa che la panna raggiunga di nuovo la temperatura, rompete i tuorli in una boule con  le fruste elettriche, aggiungete lo zucchero e montate fino a ottenere una crema chiara. Aggiungete il succo dei mandarini e uno spruzzo di lime. Quando la panna accenna di nuovo il bollore, filtratela e versatela a filo sul composto di tuorli e zucchero, mescolando con un cucchiaio di legno e cercando di non incorporare aria. Versate la crema negli stampi monoporzione e sistemateli in una teglia piu' grande, che avrete cura di riempire di acqua tiepida una volta sistemata sul ripiano centrale del forno. Cuocete quindi la crema a bagno maria per circa un'ora: dovrà essere soda ma ancora tremolante al centro e non deve scurire in superficie. Fate raffreddare e riponete in frigo per almeno 4 -5 ore (una notte è l'ideale!). Al momento di servire, cospargete la superficie di zucchero di canna (magari aromatizzato con bucce di lime e mandarino! Basta metterlo in un vaso con le bucce ben asciutte, chiudere bene il tappo e scuoterlo di tanto in tanto!) e bruciate con il cannello. 

mercoledì 23 novembre 2011

Dreamin' of a White...



..Nonono, non ho alcuna intenzione di dire quella parola. Fino a l'altro ieri era caldissimo e gia' da qualche settimana campeggiano le decorazioni per tutte le strade. Ammetto che sto gia' pensando alle mie scatoline regalo, a come allestirle, a quali colori usare, a cosa inserire di nuovo e a cosa tenere di tradizionale. Ammetto che sto anche sbirciando in tutti i vostri blog in cerca di idee geniali, ammetto che ho comprato la pistola per la colla a caldo in vista di tutto questo e ammetto anche che sto raccogliendo tutti i tips in un post che volevo proporvi. Ma è ancora Novembre, cribbio! Per quanto sia allettante pensare di iniziare a fare tutto con largo anticipo, sono abbastanza certa che non accadrà. In ogni caso, propongo di aspettare almeno una settimana per pronunciare la fatidica parola, perchè come dice la Supermum "...non arriva, ti piomba addosso!" :-) 


Da circa un milione di anni a casa nostra si fanno dei biscotti simili a questi, che chiamiamo semplicemente "biscotti bianchi", l'unica differenza è che i nostri sono a base di mandorle. mentre questi sono moooolto moolto ricchi di limone. Sono un incrocio tra i meltaways di Tuki e i Meltin Moments di Sigrid, incrocio nel senso che avevo in mente questi biscotti ma non ricordavo dove li avessi visti (l'età avanza, che ci volete fare.. è brutto segno pensare di spendere una fortuna per un servizio di piatti piuttosto che per un paio di stivali? io dico di si. ) quindi ho cambiato la ricetta di famiglia e mentre cuocevano ho trovato l'origine dell'ispirazione. La mia ricetta non cambia poi molto..
 

Biscotti Bianchi al Limone - Lemon Meltaways 
150g burro morbido
45g zucchero a velo
180g farina 00 
due limoni non trattati
un pizzico di sale
+ 2 cucchiai di zucchero semolato
+ 3 cucchiai di zucchero a velo
 Lavorate il burro con lo zucchero a velo (io ho fatto a mano, probabilmente facendo una montata di burro e zucchero si otterrà una risultato migliore) aggiungete la farina setacciata e lavorate bene il composto. Grattugiate finemente la buccia dei limoni, passandola ulteriormente al coltello se necessario, per ottenere quasi una polvere.Spremete il succo e aggiungete tutto all'impasto.Rivestite due teglie di carta forno e prelevate delle palline di impasto, che schiaccerete con i rebbi di una forchetta, mantenendole ben distanziate. Mettete tutto in frigo per almeno 20 minuti, nel frattempo accendete il forno a 180° e preperate lo zucchero in due ciotoline. Passate velocemente i biscotti nello zucchero semolato e infornate per circa 15 minuti finchè non saranno coloriti. Ancora caldi, passateli nello zucchero a velo e metteteli a raffreddare su una gratella. 

ps: potete preparare le palline, schiacciarle, congelarle e metterle in un sacchetto in freezer. Al momento giusto basterà passarle nello zucchero, sistemarle in teglia e metterle nel forno caldo. ;-)


mercoledì 16 novembre 2011

Dove eravamo rimasti...?


Ah, si. A quando ancora andavo all'Università e ancora c'era quellolì, come lo ha sempre chiamato lei. a fare il presidente del consiglio. Proprio adesso che mi avrebbe fatto comodo un appoggio a Piazza Venezia, da lui che aiuta(va) tutte le ragazze che glielo chiedono (ma anche a quelle che non glielo chiedono, dicono eh). Dicono poi che si parcheggi anche facilmente dentro Palazzo Grazioli, e cioè, avete mai provato a cercare parcheggio da quelle parti alle 8 di mattina? Mica è facile, eh. Di questo, tuttavia, parleremo un'altra volta, perchè questo è il mio primo post da Dottoressa. Ah, quanto mi viene da ridere quando ci penso. Non è normale ridere dei propri traguardi, secondo me. E' passato quasi un mese dal fatidico giorno ma quando mi chiamano Dottoressa ancora rido. Dovrò abituarmi, ma ammetto che con la divisa verde e il camice, oltre a fare la mia porca figura sono anche piuttosto credibile. :-) 


Per questo post di rientro, ho pensato che l'unica cosa giusta da fare fosse una dedica alla Supermum. :-) Senza di lei non sarei mai arrivata in fondo, spero di essere all'altezza e di non deluderla perchè è solo grazie a lei che ho imparato il valore dello studio, dell'impegno e del lavoro. E sopratutto è grazie a lei e a quello che mi ha sempre insegnato che non devo il mio traguardo a nessuno, se non appunto a lei, alla mia famiglia e al mio Lui che hanno sopportato i miei continui devo studiare, si sono risentiti ore e ore di noiosissime materie e mi hanno sempre spinto a non mollare. Grazie Mum, ti voglio bene! 


Vi presento ordunque il libro di ricette della Supermum, dal quale arriva per direttissima questa bella torta di mele, che altro non è che la torta di mele di casa, forse il dolce che facevamo piu' spesso quando ero piccola. E in comune con quando ero piccola, questa settimana ha avuto la totale assenza di ferri del mestiere: Pavel è ricoverato da una settimana ormai (si, lo so che è nuovo..lasciamo stare) e poche ore prima il motore del minipimer si era fermato per sempre (e poi nel giro di ancora meno si sono rotti il portatile e la macchina, ma questa è un'altra storia...). Quindi, come vent'anni fa (oddio che effettaccio che fa dirlo) stamattina ho fatto la torta a mano, servendomi solo di fruste elettriche classe 1980, chiamiamole vintage per darci un tono, per montare gli albumi a neve (ci tengo solo a sottolineare che nel 1980 io non c'ero..). 

                      

Torta di Mele di Casa Nostra 
con qualche piccola modifica..

100g burro pomata
130g zucchero
2 uova
vaniglia
rosmarino
una tazzina di latte
135g farina 00 + un cucchiaio
1/2 bustina di lievito
una manciata di uvetta
un pizzico di sale
2 mele

per il crumble: 
un cucchiaio di zucchero di canna
25 g burro
tre cucchiai di farina 
un pizzico di cannella 
rosmarino 

Mettere il latte per pochi secondi nel microonde, quando è ben caldo, aggiungere gli aghi di rosmarino e lasciarli in infusione per un paio d'ore. Montare il burro con lo zucchero e la vaniglia (ovviamente con una planetaria o una frusta funzionante viene meglio!), finchè non è ben amalgamato e spumoso. Aggiungere un tuorlo alla volta, poi la farina setacciata con il lievito a piu' riprese. Montare gli albumi a neve ben ferma con un pizzico di sale ed aggiungerli al composto mecolando dal basso verso l'alto. Ammollare l'uvetta in acqua calda, strizzarla e passarla in poca farina. Aggiungerla al composto e completare con il latte al rosmarino filtrato. Amalgamare il tutto e versare in una tortiera (22cm di diametro per questa dose) rivestita di carta forno bagnata e strizzata. Sbucciare le mele e tagliarle a fettine sottili, infilandole nella torta a raggiera in modo piuttosto fitto. Accendere il forno a 180° e intanto preparare il crumble. In un ciotola mettere lo zucchero di canna, la farina, il rosmarino tritato finemente e la cannella, aggiungere il burro a pezzetti e impastare velocemente con le dita per ottenere delle briciole che vanno disposte sulla superficie della torta in modo omogeneo. Infornare per 35-40 minuti, facendo sempre la prova stecchino al centro della torta. Fate raffreddare, sformate su un piatto da portata e cospargete di zucchero a velo. Diventa un ottimo dessert da fine cena se la accompagnate con un gelato al rosmarino come fa lui e potete vedere qui! Appena ricompro la gelatiera provo. 



giovedì 29 settembre 2011

Linguine al sugo di baccalà, salsa di noci e mollica croccante


Direi di fare una pausa tra una tappa e l'altra del viaggio, tanto per fare una cosa nuova, fermiamoci a..mangiare! Che ne dite? In realtà in questi giorni non sto cucinando affatto, si rimedia su un pranzo e una cena in modo abbastanza sbrigativo, attingendo anche a misteriose buste nel freezer che qualche volta, tipo ieri, riservano sorprese spiacevoli (vero Mum?). Promemoria: scrivere sempre sulla bustina che giorno è quando vai a relegarla nell'angolino infondo al freezer, perchè il congelamento non rende il cibo eterno! Insomma qui le preoccupazioni sono altre, ogni giorno l'Università mi mette davanti a una nuova scadenza burocratica o un nuovo cavillo o un nuovo problema, e io che credevo che una volta finiti gli esami il peggio fosse passato..tsk! Pare ad esempio che non si possa saperecon precisione la data fatidica prima di altri dieci giorni, cioè fino a circa una settimana prima della suddetta data fatidica! Pare anche che dopo aver sborsato (sempre Mum eh, mica io!) millemila euro per mascherare il finanziamento degli stipendi d'oro di professoroni e dirigenti dell'ospedale (recentemente finiti sotto processo, ma questa è un'altra storia..) con il finanziamento dei mei studi, si debbano sborsare anche 100 euro (miei, stavolta!) per la domanda di laurea e altri 350 (Mum, di nuovo!!) per iscriversi all'esame di stato. Il diritto allo studio? Sfreccia piu' veloce della luce a cavallo di un neutrino in un fantomatico tunnel sotterraneo tra il Gran Sasso e Ginevra.. 

Ma parliamo di queste linguine va', che è meglio! Altrimenti qui invece di ridere ci sarebbe da piangere, ma come possiamo sperare che l'Università italiana faccia un salto di qualità se è gestita da un'ameba simile? Ora, come ha detto un grande Crozza l'altra sera,  io non dico che chiunque deve sapere che i neutrini attraversano la crosta terrestre senza che nessuno spenda 45 milioni di euro per una "grande opera" con un tunnel di quasi 700km..però cacchio, fai il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, non insegni pizza con la cipolla alla sagra di Cannara, cribbio! Poi che  la Gelmini non sarebbe capace neanche a fare la pizza con la cipolla è un'altra storia...

Ma parliamo di queste linguine va', che è meeeglio. :-) Questa ricetta è gentilmente concessa dalla Vecchia Trattoria da Tonino, considerato da diverse guide il ristorante migliore di Campobasso (vedi alla voce: ridente Molise) se non di tutta la regione. Noi ci andiamo ogni tanto, quando c'è qualcosa da festeggiare. Quindi la ricetta è della Cuoca del ristorante, magistralmente eseguita dalla Supermum: io ho solo mangiato, fotografato e ora ve la racconto..                           





Ingredienti per 4 persone 

linguine 400 g (peso indicativo, dipende quanta pasta mangiate..!) 
filetto di baccalà dissalato 500 g 
1 costa di sedano
1 carota 
1/2 cipolla 
1 spicchio d'aglio 
4 filetti di alici sott'olio 
vino bianco secco 
pomodori pelati 500g 
prezzemolo, origano 
mollica di pane (meglio se raffermo)100 g circa
olio e.v.
sale, pepe 

per la salsa di noci 
noci 100 g (peso sgusciato)
pane raffermo ammorbidito nel latte  50g
1/2 spicchio d'aglio 
prezzemolo
olio e.v.
sale, pepe 

Il filetto di baccalà va prima di tutto messo a bagno uno o due giorni prima, in base al grado di salatura, e sciacquato con cura. Spellatelo e pulitelo bene dalle lische. Realizzate una brunoise con il sedano, la carota e la cipolla e mettetela in una padella larga con poco olio e l'aglio. Fate andare il soffritto e aggiungete i filetti d'alici, le lische e la pelle del baccalà (se vi piace anche un peperoncino).Sfumate con il vino bianco e fatelo evaporare, poi aggiungete i pelati e cuocete per circa 40 minuti a fuoco medio. A questo punto aggiungete un po' di prezzemolo e origano, lasciate raffreddare e passate al passaverdure. Trasferite il sugo ottenuto in una casseruola, aggiungete il filetto di baccalà che avrete già tagliato a dadini e cuocete per qualche minuto a fuoco dolce, fino a quando la salsa non sarà ben omogenea. Nel frattempo potete preparare la salsa di noci: mettetele nel mixer con il pane ammorbidito nel latte e ben strizzato, aglio, prezzemolo, sale e pepe. Aggiungete l'olio a filo fino a ottenere una salsa cremosa. Sbriciolate bene la mollica, che potete rendere croccante in due modi: friggendola in un padellino con un po'  d'olio oppure mettendola in una teglia, ben stesa, e passandola in forno.In entrambi i casi, se usate un pane sciapo, come quello toscano o quello delle mie parti, aggiungete un po' di sale, oltre all'origano e il pepe.  Una volta lessata la pasta, scolatela bene al dente e trasferitela nella padella con il sugo: aggiungete la salsa di noci, prezzemolo e saltatela per qualche minuto. Una volta fatte le porzioni nei piatti, cospargete di mollica croccante (e, volendo, con un po' di salsa di noci) e servite.



Mentre scrivevo il post, mi sono ricordata che in occasione di una visita da Tonino avevo scattato qualche foto: nel caso in cui vi capiti di passare per Campobasso (può capitare, ao!)...


Schiaffoni 'Ncaciati, pomodoro fresco e zucchine



Costolette d'agnello al forno con panatura di briciole, mandorle e pistacchi



Coscia di faraona farcita sottopelle
(Buo-nis-si-ma)



Parfait al caffè 


Semifreddo al torroncino


Cassatina di ricotta


VECCHIA TRATTORIA DA TONINO
Corso Vittorio Emanuele II 8 
Campobasso (CB)
Tel. 0874 415200
vecchiatrattoriadatonino@gmail.com


venerdì 23 settembre 2011

Tappa #2: Berlino


Berlino. (Sospiro).Che sorpresa. Non ero mai stata attratta da questa città, mi ha sempre messo una sorta di soggezione, forse per il ruolo pesante giocato nell'ultimo conflitto mondiale, forse per il muro che l'ha divisa per tanto tempo, ma ho sempre stupidamente rimandato. Ma forse la volta giusta era proprio questa...


Berlino è completamente diversa da tutte le città che ho visto, sembra quasi di non essere in Europa e di viaggiare in posti del tutto estranei uno all'altro solo girando l'angolo. Per i primi cinque minuti, una volta riemersa dalla U-Bahn ad Alexanderplatz, non sono riuscita a aprire bocca: me ne stavo semplicemente con la testa in su, a cercare di capire  la piazza, i suoi palazzi enormi che sembrano cercare di arrivare alla torre della televisione, il rumore delle gente tra le bancarelle, le voci dei mangiafuoco e dei venditori di bretzel. Il mio Lui, che era già stato a Berlino un paio di volte e l'ultima non troppi anni fa, dice che ha trovato una città completamente diversa da quella che aveva visto: girando per le strade nei giorni seguenti ci siamo resi conto che tornando tra quattro o cinque anni troveremmo sicuramente tantissimi cambiamenti. 



Ma basta poco per entrare nel mood di Berlino: ci sono troppe cose da vedere, sopratutto se hai pochi giorni a disposizione, non hai tempo di startene semplicemente con la testa in su. Devi capire dove inizia la parte est e dove finisce la ovest, cercare di indovinarlo solo dal palazzo che hai davanti, immaginare come fosse quando c'era il muro, capire cosa c'era prima e come sarà alla fine dei lavori, assaggiare il Currywurst, perderti nello Zoo, passeggiare per Unter den Linden godendo dell'unico raggio di sole della vacanza, ammutolire di fronte al monumento all'Olocausto sorridendo grazie a due bimbe che si rincorrono, passeggiare lungo la Sprea ammirando i contrasti tra il Palazzo del Reichstag, la Cupola di Foster e la Paul Loebe Haus, leggere gli articoli della Costituzione sul muro di vetro, trovare il coraggio di salire fino in cima alla Fernsehturm e guardare giù..


..


Pausa pranzo&shopping: shopping gastronomico, ovviamente. Non potete esimervi dal Ka.De.We: il 6' piano è un'immenso reparto culinario, un po' in stile Eataly, diviso per "argomenti" ognuno con il suo ristorantino. C'è un delizioso reparto "Champagne", in cui ogni famosa casa di bollicine ha il suo bancone e offre degustazioni ogni giorno diverse, un reparto pesce in cui puoi scegliere quello che ti cucineranno, uno dedicato al pollo, uno alla carne rossa...e ancora, cioccolatier da ogni parte del mondo, formaggi, salumi.. ma noi non potevamo che scegliere di sederci al tipico ristorantino dei Wurstel! 


Questo è un Wurstel di manzo (!!!) alla griglia, con insalata di patate e senape, mentre qui sotto un piu' classico wurstel bollito con senape e bretzel..in due, con due birrozze (Franziskaner): 13euro.


Ma c'è poco tempo per riposarsi, dovete ancora visitare la parte piu' famosa del muro rimasto in piedi, riempito a piu' riprese di graffiti, dipinti e disegni: welcome to East Side Gallery, dove per soli 3 euro potrete acquistare un frammento di berliner mauer (che potenzialmente potrebbe provenire anche dal muretto di cemento armato qui sotto, ma giuro solennemente di averlo comprato proprio li'!). 








 il Sony Center 


Potsdamer Platz vista dal Sony Center















Mangiare&Dormire: Zur letzten Instanz è il ristorante che non potete perdere se volete mangiare davvero berlinese. Va bene, i tedeschi mangiano piu' grasso di noi, ammettiamolo. Il piatto di salumi era accompagnato da un filoncino di pane alle nocciole e un panetto di burro adagiato su un consistente strato di lardo. Ora, va bene che ad agosto non abbiamo mai superato i 22-23 gradi, ma francamente mi pare troppo. Comunque si, era buono, perchè ovviamente si, ho assaggiato!


 Lo stinco alla berlinese si prepara tipicamente lessato, qui era servito con una purea di fagioli e patate al burro con pancetta...



E questo è invece il Bally di maiale, assolutamente fantastico, su un letto di crauti stufati e patatine croccanti..



 Zur Letzten Instanz  Waisenstr. 14-16, 10179 Berlin: 24€ a persona. 


Per dormire, invece, vi consiglio spassionatamente questo hotel, prenotando su booking abbiamo speso 20 euro a persona a notte, per un hotel pulito, silenzioso, a 5 minuti a piedi dalla fermata della metro (stessa linea di Alexanderplatz). Noi abbiamo avuto fortuna perchè ci hanno dato delle Junior Suites e la nostra camera era enorme, con divani e poltrone e una stanza da bagno che ancora oggi mi manca. 

Dlin-Dlon: comunicazione di servizio! Approfitto di questo post per comunicarvi che la scorsa settimana ho dato il mio ultimo esame all'università e che quindi con la discussione della tesi tra poco meno di un mese, abbandonerò definitivamente il mio statud di studentessa universitaria..! 

Dlin-Dlon2: approfitto di questo post, che segue l'altro a proposito di Germania, per segnalarvi una bella iniziativa che mi ha davvero entusiasmato: a poco più di 100km a nord di Berlino c'è il piccolo villaggio di Göritz, dove sta avvenendo qualcosa di molto importante a cui noi tutti possiamo contribuire in modo semplicissimo. Forse non tutti sanno (io in primis) che un blog, o un sito internet, produce ogni anno almeno 3,6 kg di CO2, e che un solo albero, nello stesso periodo riesce ad assimilarne dai 5 ai 10 kg.   Doveconviene.it (sito già di per se ecologico, che raccoglie e digitalizza i volantini promozionali di molte catene commerciali contrastando lo spreco di carta e quindi la distruzione delle foreste) ha in progetto per questo motivo di piantare 27mila querce in questa zona della Sassonia, una per ogni blog o sito che aderisce all'iniziativa e si dichiara carbon neutral, cioè a impatto zero: piantando un'albero si "neutralizza" la produzione di CO2. E voi che aspettate? ;-) Considerando che la vita media di un albero è di 50 anni, ogni adesione assicura un'impatto zero per molto tempo! 



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