martedì 29 dicembre 2009

Tanti zuccherosi auguri...


Buon anno fratello
buon anno davvero e spero
sia bello sia bello e leggero
che voli sul filo dei tuoi desideri
ti porti momenti profondi e i misteri
rimangano dolci misteri
che niente modifichi i fatti di ieri
ti auguro pace risate e fatica
trovare dei fiori nei campi d'ortica
ti auguro viaggi in paesi lontani
lavori da compiere con le tue mani

e figli che crescono e poi vanno via
attratti dal volto della fantasia
buon anno fratello buon anno ai tuoi occhi
alle mani alle braccia ai polpacci ai ginocchi
buon anno ai tuoi piedi alla spina dorsale
alla pelle alle spalle al tuo grande ideale
buon anno fratello buon anno davvero...
che ti porti scompiglio e progetti sballati
e frutta e panini ai tuoi sogni affamati
ti porti chilometri e guance arrossate
albe azzurre e tramonti di belle giornate
e semafori verdi e prudenza e coraggio
ed un pesce d'aprile e una festa di maggio
buon anno alla tua luna buon anno al tuo sole
buon anno alle tue orecchie e alle mie parole
buon anno a tutto il sangue che ti scorre nelle vene
e che quando batte a tempo dice andrà tutto bene
buon anno fratello e non fare cazzate
le pene van via così come son nate
ti auguro amore quintali d'amore
palazzi quartieri paesi d'amore
pianeti d'amore universi d'amore
istanti minuti giornate d'amore
ti auguro un anno d'amore fratello mio
l'amore del mondo e quello di Dio...

Buon Anno

...see you on 2010...

domenica 6 dicembre 2009

Crostata Dedicata...


Prima di sbattere la testa contro il muro e compromettere per sempre le mie capacita' cognitive, ho deciso che si rendeva necessario fare una pausa. Io odio quest'esame, ve lo dico, lo odio, lo odio, lo o-d-i-o. Nemmeno la pausa con the verde (rigorosamente nella tazza della juventus..Si si, proprio quella dei due pappini all'Inter di ieri sera!Mi sto mordendo le mani per non fare un post di commento della partita...questo non è un blog di calcio, questo non è un blog di calcio...andiamo avanti, suvvia) e una fetta di questa crostatina mi hanno fatto cambiare umore, che ormai è assolutamente nero. Intanto, mentre passavo il tempo ad incrementare questo astio, è arrivato dicembre. Torino è ormai relegato al mese scorso, ma non potevo assolutamente dedicare a qualcos altro la prima ricetta realizzata nella cucina nuova (sopratutto dopo i due pappini di cui sopra!:-) ). Ebbene si, almeno la cucina è finita (mancano solo un paio di mensole e gli sgabelli) e ormai è fatto quasi tutto, abbiamo i pavimenti, i termosifoni e persino i battiscopa. L'altra sera io e la Supermum avevamo addirittura due postazioni diverse e distanziate, una al salato l'altra al dolce (ma come facevamo prima?!). Rimangono ancora problemi organizzativi (del tipo che apro in media 3 cassetti e 4 sportelli prima di capire dov'è quello che sto cercando, visto che ha cambiato posto a tutto, ehm...) e i libri di cucina che sono ancora senza fissa dimora. Ogni tanto passo da voi e leggo di quanto siete indaffarate nei preparativi natalizi, che invidia! Ho visto tanti di quei biscottini in giro che mi ci vorrebbero altri due mesi di vacanze solo per provarli, vedro' cosa posso fare nel tempo che riusciro' a ritagliare da questo osceno esame. Stamattina però volevamo fare l'albero, o almeno iniziare (abbiamo comprato anche due palline bellissime a Torino, chevvelodicoaffa'!) ma solo il pensiero di salire in soffitta e cercare il necessario nascosto chissa' dove tra il vecchio frigorifero, i mattoni refrattari del camino smantellato, avanzi di pavimenti e ex impianto di riscaldamento...ci ha fatto subito desistere. Magari martedi' eh, come tradizione vuole...
Questa crostata era nell'aria gia' in macchina al ritorno da Torino (quante volte ho già scritto Torino?) dopo che la mia cara Carlotta mi aveva raccontato di un dolce che aveva assaggiato in un ristorante di Pinerolo a base di Seiras. Ci ho pensato giusto un paio di minuti, guardando il bottino che ci eravamo riportate, e il ripieno tutto piemontese era gia' in forno...



Crostata Torino
300g ricotta Seiras
3 cucchiai di zucchero a velo
80g nocciole piemonte
80g cioccolato fondente Gobino
un uovo
la scorza di una arancia non trattata

Stendete la pasta frolla e foderate uno stampo da 22-24cm di diametro, bucherellate il fondo con una forchetta, regolate i bordi e mettete in frigorifero. Lavorate a crema la ricotta con lo zucchero a velo, tritate grossolanamente al coltello le nocciole e il cioccolato ed aggiungeteli al composto, insieme alla buccia d'arancia grattuggiata e l'uovo leggermente sbattuto. Mescolate bene il tutto finchè non è omogeneo, riprendete la base di frolla dal frigo e riempitela con la ricotta, livellando bene. Coprire con la classica griglia da crostata o con un altro disco di frolla, infornate a 180° per circa 40 minuti, fino a colorazione.

Apprezzate il fatto che non vi abbia tediato per qualche ora con la grinta del mio Giorgione Chiellini (con tanto di maschera post naso rotto..) o con il supergoal di Marchisio o con la certezza del mitico Gigi Buffon... e beccatevi questa!;-)

venerdì 20 novembre 2009

Torino: tre-giorni veramente...del CAVOLO! (parte1)


Prima comunicazione ufficiale: Torino è la mia città preferita. Le sono bastati 6 giorni, precisamente 3 giorni della prima visita, risalente a circa due anni fa, e tre giorni del cavolo :-) per scalzare Parigi dal primo posto e prendersi prepotentemente il primato. Vi sembra poco? Piccolo preambolo: io per Parigi ho una vera e propria venerazione, non ho ancora visto mezzo mondo ma Parigi la so a memoria, 6 volte negli ultimi 10 anni, studio dettagliato di piante e mappe (tanto da conoscere anche le stazioni Metrò!), fotografie appese in camera e piccole tour eiffel sparse per casa. Una vera ossessione, tanto che avevo gia' scelto la casa dove andare a vivere, fin dalla seconda volta. E quando guardo le case vuol dire una sola cosa: è amore. Appena spunta la Tour, mi esce sempre un urletto di meraviglia. Quando martedi' sera ho rivisto la Mole avvolta nel buio, non sono proprio riuscita a trattenermi. Quindi, cari i miei torinesi, rassegnatevi ad avermi tra i piedi: prima o poi, vivro' li' anche io, è una promessa (o una minaccia!:-) ).

Ma andiamo con ordine...

Io e la Supermum, siamo partite da qui alle 14 di martedi'. Anche l'altra volta ero venuta su in macchina, ma non so perchè (forse due anni fa ero piu' giovane!!!) questa volta mi è sembrata mooolto lunga. In realta' non ci abbiamo messo nè piu' nè meno delle 6 ore previste, una volta a Torino poi il navigatore ha smesso di collaborare (come se avesse mai iniziato..."fuori rotta" credo siano le uniche parole che gli hanno insegnato!) e non si sa dove ci ha mandato. Per fortuna i torinesi sono gentili, e nel momento di disperazione ci hanno detto come fare inversione su corso vittorio emanuele (a proposito, ma non era solo a roma che quando il semaforo diventa verde si mettono tutti a suonare come pazzi?:-) ). Insomma alla fine troviamo l'albergo (unica nota stonata dei tre giorni, non andateci maimaimaimai), litigo praticamente subito con l'omino alla reception che è stato molto scortese, parcheggiamo e prendiamo un taxi per andare a cena dove avevamo sapientemente gia' prenotato (della serie:nonsiamaicherestiamosenzamangiare!). Destinazione: Magorabin. La cena da Marcello Trentini merita un post a parte, prossimamente su questi schermi. Solo due parole: cena meravigliosa, vi diro' di piu'. La mattina dopo studiamo la strada per raggiungere il lingotto. Le prime persone che ho conosciuto sono state Graziella e Fabio, nel bar di Eataly abbiamo raggiunto Sigrid e tutti gli altri del gruppo. Ringrazio fin da subito Elisa, Silvia e le loro colleghe di Eataly, che sono state con noi gentilissime e pazienti. Siamo saliti tutti nella stanza dei duecento, al piano superiore, dove c'è una cucina strepitosa e dove ci aspettavano gli ingredienti e le attrezzature.


Maglietta, grembiule e cappellino e siamo tutti pronti per essere assegnati ad una delle ricette a base di cavolo che si potranno gustare la sera nei ristorantini di Eataly: da quel momento io e Sandra iniziamo a preparare la ricetta vegetariana "Cavoletti di Bruxelles, mele caramellate, pinoli e pecorino" (abbiamo vinto il premio qualita'!) La Supermum si dedica invece alla "Lasagna di cavolo verza, taleggio, pecorino e salvia", insieme a Graziella e la mitica Anna. Agli altri tavoli, per le altre "cavolate": Marie, Katia e Barbara si dedicavano alla "pizza broccoletto, gorgonzola e vongole" aiutando anche Matteo, il fotografo, a preparare i "crostini con Crema di cavolo rosso e cumino, crema di cavoletti e colatura di alici, crema di cavolfiore zafferano e uvette" per la birreria, tra una bellissima foto e l'altra (c'era anche Silvia impegnata a fotografare le nostre mosse, guardate il suo blog!); Fabio, Cinzia e Arianna (tra l'altro i vincitori della serata!) hanno preparato i "fish cakes di baccala' con purea di cavoletto e nocciole"; Isabella,Daniela, e Eleonora si sono classificate seconde con un meraviglioso "hamburger di carne de La Granda con insalata di cavolo cappuccio" ; Carlotta, Rossella e Maddalena erano al ristorantino Salumi&Formaggi e servivano lo "sformatino di cavolfiore con fonduta cacio e pepe e pancetta croccante". Ecco qualche foto:

Inizio dalla ricetta mia e di Sandra...!

i cavoletti...


il miele, le mele i pinoli...

le mele caramellate e Sandra...



la nostra insalata finita...


La preparazione della lasagna...



Gli ingredienti della pizza...


E quelli del Pesce...




...e quelli della carne...






La mattina è stata davvero divertente, cucinare in compagnia, poi in una cucina come quella, con quella attrezzatura e con quella atmosfera rilassata e di festa, come se fossimo tutti professionisti (ahahaha!) è stato veramente piacevolissimo. Come ha scritto oggi Marie in una mail, è riduttivo rispondere alla domanda "com'è andata, che avete fatto?" con "abbiamo cucinato", perchè non esprime la bellissima giornata che è stata. Abbiamo avuto un paio d'ore per gironzolare in Eataly e ordinare un quantitativo di carne imbarazzante (ma anche per gli acquisti ci deve essere un capitolo a parte..) e poi alle 18.45 vestiti di tutto punto siamo andati nei ristorantini a servire i piatti che avevamo preparato: anche questa è stata una bellissima esperienza, il contatto con il cliente, le ordinazioni, cercare di capire dalle facce se avevano gradito il piatto...e per concludere, il gran finale: mentre Eataly chiudeva i battenti, ci siamo goduti una bella cenetta con i piatti del cavolo rimasti, salumi e formaggi e dell'ottimo vino. Quando siamo usciti, la nebbia avvolgeva Torino (e a me piaceva ancora di piu'!). Ho conosciuto delle persone stupende che spero di rivedere e con le quali spero di mantenere i contatti, le ringrazio una per una per aver reso cosi' speciale questa giornata, a partire ovviamente da Sigrid che ci ha permesso di incontrarci tutti.

ps: un abbraccio speciale a Sandra, Carlotta, Graziella, Anna e Fabio (sperando che sia riuscito ad arrivare indenne in hotel!) e a tutti quelli che si sono preoccupati del fatto che fossimo tornate sane e salve a casa ;-)

pps: andate sul sito di Sandra e guardate cosa fa con quelle manine d'oro!

domenica 15 novembre 2009

Indovinate dove vado..?


Mentre la situazione cantiere (leggi:casa!) sembra non sbloccarsi nemmeno con tutto l'impegno che ci stiamo mettendo, nel senso che siamo senza termosifoni (brr) e senza pavimento e ancora con il frigo in salotto e la dispensa distribuita in modo variegato per la casa, siamo riuscite a trovare una soluzione che ci dara' almeno temporaneamente un po' di sollievo: sgombriamo il campo! Finalmente è ufficiale, quindi lo posso dire pubblicamente: con un poco di zucchero sta preparando una trasferta Torinese!Farò nientepopodimenoche la conoscenza della mitica Sigrid e parteciperò alla Giornata del Cavolo!


Siii, sono anche io una pasticciatrice torinese (o aspirante tale, sopratutto aspirante torinese!) Lo so che mi dovro' fare ben 646km ma è un evento talmente carino che anche la Supermum si è subito organizzata per accompagnarmi. Poi con Torino è stato amore a prima vista, non vedo l'ora di rivederla, di camminare e di trovare il coraggio per salire in cima alla Mole (ma l'avete visto quell'ascensore sospeso?Ah ma stavolta ci provo, giuro!). Peccato solo che non ci sia la mia Juventus...Dovro' tornare per Lei! Stamattina finalmente abbiamo prenotato l'albergo e siamo in piena interrogazione parlamentare sul ristorante per il martedi' sera, la nostra indecisione, cari torinesi e non, spazia tra Magorabin, il Vintage 1997 e il famoso Del Cambio. E non sappiamo proprio decidere...eeeeh, è una dura scelta!

Vi saluto con questa crostata, promettendo ampio reportage dell'evento al prossimo fine settimana! E' una ricetta che avevo visto su un vecchio numero di A Tavola, mi aveva incuriosito perchè una via di mezzo tra una crostata e una torta. A dir la verita', inizialmente pensavo di stravolgerla quasi del tutto, mettendo sul fondo di pasta frolla uno strato di crema alla vaniglia e uno di cioccolato, ma per mancanza di latte (chissa' dove l'ho infilato..) ho parzialmente seguito la ricetta iniziale. Mi piacerebbe provare anche con ricotta, pistacchi e gocce di cioccolato (potrei riportarmi del Seiras da Torino..e un po' di cioccolata gianduia...potrei!) ma a me è piaciuta anche cosi', sopratutto nelle pause studio (sigh). Qui ho usato la marmellata: ammetto che ne ho messa poca, ho ripulito il vasetto di marmellata di mandarini ma la prossima volta ne mettero' molta di piu' (si, dopo la volta con la crema e la volta conla ricotta, ce ne sara' anche un'altra di nuovo con la marmellata!) mentre per le crostatine piccole ho usato una marmellata di fichi e zenzero. Altra raccomandazione è di non lesinare con i pinoli e le mandorle per la copertura: si devono sentire bene! Ultima nota: la ricetta è stata alleggerita, è piu' forte di me, quando leggo 250g burro, che si aggiunge a quello gia' presente nella frolla, mi sento male! Resta comunque una torta molto ricca!

Crostata Soffice
200g pasta frolla (dove per uova si intende tuorli!)
marmellata di mandarini (o quella che preferite)
150g burro morbido
250g albume
200g farina 00
un bicchierino di liq Strega
75g arancia candita
75g uvetta
una bustina di lievito
100g pinoli
100g mandorle a lamelle
150g zucchero a velo
50g zucchero

Accendere il forno a 180°C. Stendere la pasta frolla e foderare una tortiera a bordi bassi di 28cm di diametro, rifinire i bordi e punzecchiare il fondo con la forchetta, spalmare il fondo con almeno quattro cucchiai di marmellata e riporre in frigo. Nel frattempo montare il burro con lo zucchero a velo per due o tre minuti. Montare separatamente gli albumi con lo zucchero semolato. Unire un po' di albume al composto di burro per alleggerirlo, aggiungere la farina setacciata con il lievito e infine di nuovo gli albumi con delicatezza mescolando con una spatola dal basso verso l'alto. Riprendere la crostata dal frigo e disporre sulla marmellata i cubetti di arancia candita e l'uvetta precentemente fatta rinvenire in acqua calda e liquore e ben strizzata. Coprire con il composto di burro e albumi e cospargere con i pinoli e le mandorle. Infornare per circa 30 minuti, far freddare e spolverare a piacere con zucchero a velo.




sabato 31 ottobre 2009

Diplomatico Semifreddo per Maurizio Santin



Il fatto che questo dolce esista (vabbè, ce lo siamo spazzolato ma questa è un'altra storia...) o almeno sia esistito è un autentico miracolo. Non solo perchè per raccontarvelo sono con il pc incastrata tra il tavolo della cucina,la libreria del salotto e i divani uno davanti all'altro, non solo perchè fino a due ore fa per andare dalla camera a quel che resta della cucina era necessario seguire pedissequamente un percorso a ostacoli tra buche, tubi e calcinacci; ma sopratutto è un miracolo che sappia di quel che doveva sapere e non abbia, come temevo, un pericoloso retrogusto di polvere e calce. In poche parole: abbiamo iniziato dei "piccoli" lavori in casa. Quando Maurizio Santin e Giulia Mancini hanno indetto questo concorso, ignoravo che la Supermum avrebbe concretizzato proprio questa settimana il suo progetto criminoso: ah ma non potevo di certo rinunciare, sono settimane che penso a come e con cosa abbinare il miele, non vi sto a dire quante combinazioni ho pensato, tra gelati, creme, semifreddi, sformati, cialde e cialdine. In effetti ci sono anche un paio di varianti che potrei mostrarvi nei prossimi giorni (giusto un paio, giuro), ma alla fine ho optato per questo "diplomatico". Un dolce che paradossalmente non ho mai apprezzato particolarmente, ma solo perchè nei soliti trancetti "della domenica", la crema è sempre troppo budinosa per i miei gusti, per questo ho pensato di sostituirla con un semifreddo, che tra l'altro mi è sembrata anche la soluzione migliore per esaltare il gusto del miele di corbezzolo. Questo ingrediente (pure difficile da trovare, tra l'altro!) è stato il punto di partenza: il caffè lo richiama naturalmente, anche solo con il profumo. Dopo averci pensato un po' ho provato ad aggiungere anche il sesamo. Bè, stavolta sono davvero soddisfatta, il risultato mi è piaciuto moltissimo, profumato, delicato, assolutamente non stucchevole. In attesa di provare la pasta sfoglia al caffè che mi è rimasta per qualcosa di salato, eccovi la ricetta, completa di salsa di accompagnamento per supergolosi...




Diplomatico semifreddo al miele di corbezzolo, con sfoglia al caffè e pan di spagna al sesamo
ingredienti per 4 persone

per la sfoglia sottile al caffè (ricetta base M.Santin)
250g farina
250g burro freddo
100g acqua fredda
3 cucchiaini di caffè solubile + poco per spolverare

Tagliare il burro freddo a pezzetti e metterlo nell'impastatore, aggiungere la farina setacciata con il caffè e infine l'acqua con la macchina in funzione. Modellare la pasta in un panetto rettangolare, quanto piu' possibile regolare, avvolgerlo nella carta forno e farlo riposare in frigo almeno 3h. Stendere la pasta a circa 4mm di spessore e piegarla "a libro". RIporre in frigo almeno per 30 minuti. Stendere nuovamente la pasta e ripetere l'operazione di piegatura per 3 volte, sempre con il tempo di riposo tra una piegatura e l'altra. Prelevarne circa 250g (per 4 diplomatici) e senderla piu' sottile possibile su un foglio di carta forno, bucarla in modo omogeneo, trasferirla su una placca da forno e cuocere in forno caldo a 160°C per circa 30-35 minuti. Estrarla e spolverarla leggermente di caffè. Farla raffreddare completamente e con un coppapasta premere in modo deciso per ricavare 8 dischi di sfoglia (due sfoglie per porzione).

per il pan di spagna al sesamo
2 uova
60g zucchero a velo
25g farina
25g fecola
un pizzico di sale
due cucchiai abbondanti di sesamo

Mettere le uova nella boule della planetaria e far andare la macchina per mescolare i tuorli e gli albumi, aggiungere lo zucchero e il sale e far montare ad alta velocita' per almeno 20 minuti.Tostare rapidamente i semi di sesamo in un padellino antiaderente (finchè "saltano"), traferirli in un mortaio di marmo o legno e pestarli finemente. Setacciare la farina, la fecola e il sesamo pestato. Scaldare il forno a 180°C. Quando le uova "scrivono" e sono ben montate, aggiungere gratamente le farine con una spatola e movimenti lenti dall'altro verso il basso per non smontare il composto. Trasferire l'impasto in una teglia imburrata e infarinata o rivestita di carta da forno bagnata e strizzata. La teglia ideale sarebbe una con bordo alto un cm, 30x20. (Puo' andare bene anche una classica teglia rotonda, di 20-22cm di diametro, che pero' poi' dovra' essere tagliata in due per ottenere un pan di spagna di spessore inferiore al un cm) Cospargere la superficie con il sesamo rimasto nel setaccio e infornare per circa 15-20 minuti, fino a colorazione e fino a quando inserendo uno stecchino uscira' completamente asciutto. Far raffreddare completamente, sformare e ricavare con lo stesso coppapasta della sfoglia al caffè 4 dischi di pan di spagna (uno per porzione).

per il semifreddo al miele di corbezzolo
3 tuorli
45ml di miele di corbezzolo
1 cucchiaio d'acqua
250ml di panna fresca

In un pentolino a fondo spesso mettere il mieie e l'acqua e portare alla temperatura di 121°C (in assenza del termometro, farlo "caramellare" finchè non fa "le bolle"). Rompere i tuorli nella planetaria e iniziare montarli versando a filo il miele bollente, al fine di pastorizzare le uova. Far montare fino a completo raffreddamento, quando la massa sara' chiara, gonfia e ben montata. Montare a parte la panna ed aggiungerla gradualmente e con movimenti lenti dal basso verso l'alto con una spatola. Trasferire il tutto in un sac a poche (con bocchetta liscia o, se usa e getta, si puo' anche farne a meno) e far riposare in frigo per circa 20minuti.


assemblaggio del dolce:

Rivestire un vassoio con carta forno. Prendere un cerchio inox (o altra forma monoporzione) e mettere sul fondo un cerchio di sfoglia al caffè, Con la sac a poche distribuire la crema in modo omogeneo facendo dei cerchi concentrici. Coprire con il pan di spagna gia' coppato a misura, relizzare un altro strato di crema e finire con la sfoglia al caffè. Spolverare con zucchero a velo in modo da realizzare una decorazione e aggiungere a piacere fili di cioccolato fondente.
Per i piu' golosi: accompagnare con una
salsa di cioccolato fondente aromatizzata al caffè:
100g di cioccolato fondente
1 caffè espresso un po' lungo

Tritare il cioccolato fondente e scioglierlo versandoci sopra il caffè bollente.Mescolare bene e servire nelle ciotoline con il dessert.


giovedì 22 ottobre 2009

Pane allo Zucchero

Ho gia' detto qualche volta che sto freddo proprio non mi piace? Ci sono svariati motivi per cui preferisco il caldo e l'estate in generale. Intanto uscire la sera non ti sembra una mission impossible, anzi, esci con piacere a prendere un po' d'aria e fare due passi. Segue, maggiore vita sociale. 1 a 0 per l'estate. Secondo, il sole, c'è poco da fa, mette di buon umore, è scientificamente provato:direte voi "il sole c'è anche d'inverno" appunto, se fa bene con il gelo, fa ancora meglio quando le temperature sono piu' alte, tiè. E poi vuoi mettere in riva al mare? 2 a 0 per l'estate. Vogliamo parlare dei graziosi vestitini estivi, delle tshirt, delle gonnelline e dell'infagottamento in maglioni invernali, pile, cannottiere e calzerotti anti...avvicinamentoamoroso?eddai su, 3 a 0 netto. Passiamo alle scarpe: per quanto gli stivali e i booties possano essere carini e stilosi, quando è caldo quanti diversi tipi di scarpe potete indossare? E non mi sfidate su questo punto perchè ne conosco troppe, rassegnatevi al 4 a 0! E ancora: il caldo non vi mette meno appetito? (Rapido flashback mentale sulle mangiate di agosto...mmm, no, meno appetito non posso proprio dirlo!) ci riprovo: il caldo non vi costringe a mangiare cose piu' leggere? Pesce, insalate, frutta, verdura...poi magari una partita a racchettoni, una passeggiata in bici,una nuotata, una partita a calcetto o a beach volley e voila' che ci si tiene anche un po' in forma, no? Adesso col freddo ci sentiamo legittimate a intingoli, ragu, dolci e chi piu' ne ha piu' ne metta. 5 a 0. Potrei continuare per ore, ne siete consapevoli? Come lati pro all'inverno posso concedervi l'attenuante di quando il caldo diventa troppo, quando si suda e non si riesce a fare un passo. 5 a 1. E poi l'altra faccia della medaglia "cibo": ora si puo' cucinare piacevolmente con il forno acceso e si riescono a mangiare cose piu' consistenti (e goduriose!) di una insalata. 5 a 2. Potete anche provare a tirare acqua al vostro mulino, cari i miei invernaroli, ma non ci riuscirete. Anche perchè ho i piedi gelati nonostante il doppio calzettone!

Che dire della ricettina? Innanzitutto che non è mia, ma sua, una ricetta del cavolo come direbbe lei stessa! Il che implica necessariamente che è una garanzia di ricetta perfetta, sopratutto per la colazione con il caffè, ma anche in macchina quando il raccordo ti prende in ostaggio (un esempio a caso, eh) o a meta' pomeriggio quando fuori ahimè piove e hai i piedi gelati nonostante il doppio calzettone (anche questo esempio del tutto casuale!). L'unica differenza che ho apportato rispetto alla ricetta originale, è che invece che un solo pane ho fatto dei panini piccolini, proprio in previsione del rapimento suddetto e di lunghi minuti (...diciamo minuti va') ferma in macchina. E ho dovuto farli cuocere un po' di piu' del previsto, ma penso per via del forno diverso. Riporto al ricetta tale e quale.

Pane allo Zucchero - Craquelin

farina 320g
burro 125g
zucchero perlato 120g
lievito di birra 20g
acqua 15cl
tuorli 2

zucchero 15g
sale una presa

Versare sul ripiano o nell’impastatrice la farina. Nel mezzo, aggiungere il lievito diluito nell’acqua tiepida, i tuorli, il sale e lo zucchero, poi il burro fuso. Impastare per 10 minuti fino a ottenere un impasto bello elastico (aggiungere eventualmente un poco poco di farina, io ne ho aggiunto due cucchiai per ottenere una consistenza che mi piacesse).
Dividere l’impasto in due: una parte di 500g e l’altra con ciò che rimane (circa 150-180g) Disporre le due porzioni di impasto su un teglia, coprire con della pelicola e lasciar riposare per 15 minuti. Riprendere poi la porzione di 500g, incorporare 100g di zucchero perlato e riformare una palla. Stendere al mattarello l’altra porzione di impasto in modo da formare un disco di circa 25cm di diametro. Avvolgere l’impasto zuccherato con l’impasto steso, e deporre il tutto con la chiusura in basso su una teglia da forno, coprire e lasciar lievitare per un’ora.
Infine, spenellare il pane con un po’ di albume sbattuto, praticare al centro due incisioni in forma di croce e disporci i 20g di zucchero rimasti. Infornare a 220° per mezz’oretta o finché il pane non sia dorato.



venerdì 16 ottobre 2009

Cannelloni di Zucca e Ricotta di Bufala


Lo so che questo è un blog di cucina. Lo so che è nato per questo, e so anche che magari tra quelli che lo leggono, quando mi lascio andare a opinioni e commenti diciamo di attualità, qualcuno storce il naso e passa oltre. Però diventa sempre piu' difficile fare finta di niente, come mi consigliano spesso alcune mie coetanee, facendo crescere ancora di piu' l'amarezza e la vergogna per quello che siamo costretti a vedere, sentire e leggere ogni giorno. Far finta di niente solo perchè dentro le mie quattro mura c'è sempre da mangiare, da bere e da vestirsi oltre che un'altra buona quantita' di cose "in piu'", mi sembra francamente non solo disgustoso ma anche superficiale e disonesto. Il fatto che io sia nata da due genitori che hanno avuto la possibilita' di studiare e di darmi tutto cio' di cui avevo bisogno piuttosto che in una casa in cui arrivano 1000 euro al mese, non fa automaticamente di me una persona migliore di altre nè tantomeno piu' meritevole, di altre. Quindi, grazie, ma no, non faccio finta che vada tutto bene, perchè non è cosi', anche se in casa mia perfortuna sembra di si. Non voglio parlare di quanto sia scandaloso e vergognoso quello che succede ogni giorno nel nostro paese; non voglio parlare della illegalità dilagante che viene ogni giorno spacciata per legalità, nè di quanto sia volgare e nauseante che dalle alte cariche dello stato passi il messaggio che si puo' rifiutare e sentirsi al di sopra sia della Legge che della Costituzione. Voglio parlare di coscienze e di cervelli. Sentirsi rispondere "Ma questo l'ha detto la televisione, quindi è vero, quello che dici tu la televisione non lo dice" è quanto di piu' avvilente mi sia capitato in una conversazione. E non con bambini di 6 anni, ma con persone "colte", che "hanno studiato", "affermate professionalmente". La televisione non l'ha detto, segue, non è successo/non esiste/non è vero. E' per questo che chi ha il potere, sapeva che prima di poterlo raggiungere doveva controllare i principali mezzi di comunicazione di massa: perchè con la tv e i giornali puo' entrare nella testa della gente, o meglio farci entrare cio' che vuole. Per esempio, che se non vai in televisione, se non sei famoso, se non sei riconosciuto per strada, non sei nessuno. Che basta apparire, non lavorare, studiare, impegnarsi per fare qualcosa di utile per la società, no, basta apparire in televisione e puf! diventi ricco, famoso, puoi andare in giro con la bella macchina e la bella donna vicino. Addio fabbrica, cantiere, ufficio. Bella vita per tutti. Se avete visto Videocracy, sapete ancora meglio di cosa parlo (la cosa triste è che chi l'ha visto questo film, le cose che si dicono le sapeva già, chi non le sapeva o peggio le rifiuta non se vedra' mai...). Oppure ancora: non siamo noi che non rispettiamo la legge, è la legge che è sbagliata. Essere illegali è legale, miracolosamente. Orwell doveva alzare il tiro solo di 25 anni...



  • Cannelloni di Zucca e Ricotta di bufala (per 2 persone)
  • sfoglia sottile
  • 300g di zucca (peso pulito)
  • 200g di ricotta di bufala
  • 125ml di latte (piu' altri 100ml eventuali)
  • 15g burro
  • 15g farina
  • parmigiano
  • sale, pepe
  • rosmarino


Lessate la sfoglia in acqua salata, scolatela e ponetela ad asciugare su un piano coperto con una tovaglia o un canovaccio. Preparate la bechamel: scaldate il latte, a parte fate sciogliere il burro in un pentolino e incorporate la farina formando il roux, aggiungere il latte caldo a filo e mescolare finchè non si addensa. A cottura ultimata, regolate di sale e pepe aggiungere altro latte per ottenere una salsa piuttosto liquida. Tagliate la zucca a dadini o listarelle, rosolatela con due cucchiai d'olio aggiungendo sale, pepe e qualche rametto di rosmarino, aggiungete un po' d'acqua calda e portate la zucca a cottura. In una boule mettete la ricotta, conditela con sale, pepe e parmigiano. Prendete la pirofila, cospargete il fondo con la salsa. Su ogni rettangolo di pasta mettete su un lato una striscia di ricotta e subito accanto un cucchiaio di zucca, sempre disposto "a striscia", sul lato corto. Arrotolate il cannellone e disponetelo nella pirofila. Continuate fino a riempirla, irrorate i cannelloni con la salsa, il parmigiano e un po' di pepe macinato e infornate a 190° per circa mezz'ora o finchè non sono ben gratinati.



Visto che questa ricetta mi è piaciuta moltissimo, vedrete molte varianti nei prossimi giorni!

lunedì 5 ottobre 2009

Quattro Quarti..?


Finalmente ieri sono riuscita a trovare un attimo di tempo per provare i miei nuovi stampi Silikomart. Ho iniziato con questo, una ciambella un po' particolare molto decorata, con cui si ottiene una torta alta e molto carina da vedere. Il Quattro Quarti è torta classica, perfetta per colazione o merenda, che deve il nome alle proporzioni tra gli ingredienti:vorrebbe cioè la stessa quantita' di burro, zucchero, farina e uova. Vorrebbe.:-) Perchè in realtà poi ho fatto un po' come mi pareva, diciamo che ho improvvisato ma non ho inventato niente, piu' che altro perchè mettere tanto zucchero mi faceva un po' impressione, sopratutto dopo tanto burro. Va da sè che per avere una torta bella morbida e soffice un po' di burro ci vuole, ma almeno ho avuto il vantaggio di non doverne usare altro per lo stampo, visto che è di silicone e si sforma facilmente, anche ancora caldo.

  • Quattro Quarti con uvetta e gocce di cioccolato
  • 200g farina
  • 200g burro
  • 20g cioccolato fondente
  • 120g zucchero
  • 3 uova
  • 20g uvetta
  • mezza bustina di lievito per dolci
Mettete a fondere il burro a bagno maria e lasciatelo raffreddare.Accendete il forno a 180°.Montate a lungo i tuorli con meta' dello zucchero, finchè non diventa chiaro e spumoso. Setacciate la farina con il lievito. Iniziate ad incorporare un cucchiaio di farina al composto di uova, continuando sempre a montare e alternando la farina con un po di burro fuso, finchè non esaurite gli ingredienti. Aggiungete ora il cioccolato tagliato in piccoli pezzi e l'uvetta precendetemente fatta rinvenire in acqua tiepida, strizzata e passata in poca farina. Montate bene gli albumi con il resto dello zucchero e aggiungeteli con una spatola con movimenti lenti dal basso verso l'alto. Trasferite tutto nello stampo e cuocete in forno caldo per 45-50 minuti: sempre valida la prova stecchino!




martedì 29 settembre 2009

Nigella's Cupcakes



Prendere il caffè dopo pranzo, guardando una puntata di Nigella mi rimette sempre, o quasi, in pace con il mondo. Nonostante sia una sua fan accanita penso che questa sia la prima volta che provo veramente a realizzare una sua ricetta, perchè diciamoci la verita', lei è una donna trooppo coraggiosa, molto piu' coraggiosa di me:la maggior parte delle volte sono sazia gia' quando finisce la puntata. Per non parlare di quando, mentre passano i titoli di coda, attacca in piena notte il frigorifero per mangiare gli avanzi spalmati di burro, maionese o caramello...!Come fara' a non pesare 130chili? Ricordo ancora una puntata vista tempo fa in cui preparava una "simple icecream cake" che di simple non aveva assolutamente nulla se non, forse, l'uso del fiordilatte: al gelato mescolava biscotti sbriciolati, gocce di cioccolato pralinato, barrette al caramello spezzettate...e poi copriva tutto con una salsa di burro, panna e caramello. Non siete gia' sazi anche voi al solo pensiero? Non che ad averla davanti farei tanto la difficile eh, intendiamoci...! Questi cupcakes invece sono ottimi per colazione o merenda, la mia variante è stata solo di usare il limone invece che la vaniglia, sia nell'impasto che nella glassa; sono morbidissimi e profumati.

  • Nigella's Cupcakes
  • ingredienti per 12cupcakes grandi o circa 18-20 piccoli
  • 125g burro
  • 110g zucchero
  • 125g farina
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci
  • un cucchiaino scarso di bicarbonato
  • 2 uova
  • un limone non trattato (sia il succo che la buccia)
  • 2-3 cucchiai di latte
  • per la glassa: 200g zucchero a velo e acqua qb
Accendete il forno a 200°c. Mettete tutti gli ingredienti tranne il latte, nel mixer o nell'impastatore: il burro morbido, lo zucchero, la farina setacciata con il lievito e il bicarbonato, la buccia di limone tritata finemente, le uova e il succo di limone. Impastate tutto finchè non è omogeneo e aggiungete il latte poco alla volta per rendere il composto appena un po' liquido. Sistemate i pirottini in una teglia e riempiteli per meta'. Cuocete in forno caldo per 15-20 minuti: cresceranno in modo regolare, con la superficie piatta che li rende perfetti per ogni tipo di decorazione. Fateli raffreddare, nel frattempo preparate la glassa aggiungendo l'acqua allo zucchero a velo un cucchiaio per volta, montandola bene le fruste elettriche: il fiore è relizzato con pasta di zucchero. Qui la ricetta originale di nigella, dove potete vedere anche le sue decorazioni: fiori e glassa colorata.


mercoledì 23 settembre 2009

Gnocchi di ricotta, fiori e pinoli

Primo giorno di riposo dopo un altro esame messo in archivio. Era davvero un bel mattone, il che spiega perchè stamattina quando mi sono svegliata alle 9 invece che alle 6 mi sentissi un po' piu' leggera, e perchè la leggerezza aumentasse man mano che sistemavo la camera dopo l'uragano "Benedettasottoesame". Questa volta mi ero davvero superata, non erano solo libri quaderni appunti e dispense (oltretutto sono recentemente entrata anche nel tunnel dei postit, tenetevene alla larga se potete!) ad aver invaso ogni centimentro quadrato, c'era di tutto, persino, lo ammetto, la Nutella sul comodino.Eh, la depressione preesame a volte porta anche a questo, non avendo tempo di preparare qualche dolcetto sfizioso ci si accontenta anche di un (...) cucchiaino di Nutella! Tra un paio d'ore è prevista anche una nuova trafesferta per Conunpocodizucchero...a domicilio, ci spostiamo nella Capitale per preparare una cena questa sera, ma non ho resistito all'idea di postare il pranzo di oggi, visto che finalmente avevo il tempo di prepararlo e farlo trovare pronto alla Supermum quando rientrava a casa. Lo so che ho gia' postato qualche volta gli gnocchi di ricotta, ma il bello di questa ricetta, come di tutte le ricette semplici, è che si puo' sempre variare in base alla stagione o a quello che si ha a disposizione.
Scommetto che piacera' molto a lei, che quando li ha provati se ne è subito innamorata. E se la conoscete insomma, vi rendete conto che il suo parere è una assoluta garanzia!

  • Gnocchi di ricotta , fiori e pinoli
ingredienti per due persone
  • 300g ricotta
  • 3 cucchiai di farina
  • qualche foglia di basilico
  • salvia e erba cipollina
  • 100g di fiori di zucca (circa 10-12)
  • 3 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 20g pinoli
  • sale e pepe
  • un cucchiaio d'olio evo
Avendoli preparati molte volte, ho imparato qualche accorgimento per la perfetta riuscita. Li ho sempre preparati a mano, ma oggi ho provato con l'impastatrice e ovviamente è molto piu' veloce: ho messo prima la ricotta da sola e l'ho lavorata un po', aggiustando di sale e pepe.Poi ho cominciato ad aggiungere la farina a poco a poco e con la macchina in movimento: potrebbe capitare che la ricotta sia molto fresca e quindi umida e vi chieda un po' piu' di farina di quella indicata nella ricetta, ma quando vedete che il composto si stacca facilmente dalle pareti e non appiccica troppo se lo prendete con le mani, è pronto. A questo punto ho aggiunto il basilico spezzettato con le mani e salvia e erba cipollina tritate al coltello, sale e pepe. Infarinatevi un po' le dita e iniziate a fare gli gnocchi, disponeteli su un vassoio e passateli in freezer per una decina di minuti.Io ho provato moltissime forme, da queste semplicissime a pallina, alle quenelles fatte con due cucchiaini o due cucchiai. Qualche volta ho anche messo tutto in una sac a poche con bocchetta liscia e li ho lasciati cadere direttamente nell'acqua bollente tagliandoli con il coltello. Mentre riposano, pulite i fiori di zucca, privateli del gambo e del picciolo interno, tagliateli grossolanamente e passateli in padella con un cucchiaio d'olio, salateli e poi aggiungete un dito d'acqua per tenerli morbidi e fargli terminare la cottura:ci vorranno solo pochi minuti.Quando l'acqua bolle, salatela e tuffateci gli gnocchi semi congelati (potete anche congelarli del tutto e lessarli ancora congelati), da quando vengono a galla, contate 3 o 4 minuti, in base alla grandezza che avete scelto. Passateli in padella con i fiori di zucca, aggiungete il parmigiano e un mestolino d'acqua di cottura, mantecate bene e servite con i pinoli tostati per qualche minuto in un padellino antiaderente.

mercoledì 9 settembre 2009

Cuori di sfoglia all'arancia


Come promesso eccomi qui con la ricettina di queste sfogliatine, dopo una mattinata un po' frenetica divisa tra un catering dell'ultimo minuto per il compleanno della Supermum e qualche doloretto...! Settembre è ufficialmente cominciato, il caldo afoso è finito di colpo e la sera, che arriva sempre prima, chiede che si metta una coperta sul letto. Per me non c'è una stagione che possa competere con l'estate, fooorse la primavera, ma l'autunno e l'inverno non fanno proprio per me. Ho ricominciato a studiare a pieno ritmo, non esco piu' tutte le sere, il mio Lui ha ripreso ad andare a Perugia e prima che possa accorgermene sara' tornato il tempo di esami, lezioni e tirocini. E' incredibile che quello che sta per cominciare è per me il sesto anno accademico: l'ultimo di università (almeno spero!), poi smettero' di essere una studentessa e diventero' finalmente una fighissima specializzanda alla Grey's Anatomy :-)...

Sempre in tema di pazzia, sabato mi sono messa a fare la pasta sfoglia. Non è una cosa particolarmente difficile, è solo una cosa che richiede pazienza. La ricetta come per il Saint Honorè, è di Giovanni Pina, un pasticcere incredibile che io non conoscevo finchè la supermum non ha portato a casa un suo libro di ricette.Tutte quelle che ho provato finora sono incredibilmente riuscite alla perfezione e al primo tentativo, quasi un risultato garantito che non ho riscontrato in altri vari e piu' blasonati pasticceri...Per la prossima volta ho puntato dei biscotti morbidi che devono essere ottimi. La prossima volta pero' proverò ad usare meno burro, magari la meta'.Ah, promemoria: se è moolto mooolto caldo, ripiegate su altra preparazione, o affidatevi al caro buon Giovanni...Rana.

Pasta Sfoglia ricetta di Giovanni Pina.

PANETTO:
500g burro
150g farina 00

Ammorbidire il burro e lavorarlo con la farina fino ad ottenere un composto omogeneo. Modellare un panetto alto circa 4cm, avvolgerlo nella carta da forno e lasciarlo rapprendere in frigorifero.

PASTELLO:
350g farina
160g acqua
25g di uova
un pizzico di sale

Setacciare la farina e porla nell'impastatore. A parte miscelate l'acqua, con l'uovo e il sale e unire il tutto alla farina azionando la macchina con il gancio, per ottenere una massa liscia, elastica e omogenea. Pina consiglia di utilizzare la planetaria, ma non avendola va benissimo anche farlo a mano per quanto sara' un po' piu' faticoso.

A questo punto, infarinate il tavolo da lavoro (io ho infarinato la carta da forno e ho lavorato la pasta li' per rendere piu' semplice la piegatura), stendete il pestello con il matterello ottenendo piu' possibile un rettangolo regolare. Inserite al centro il panetto, e incartatelo come fosse un regalo:piegate una parte di pastello fino a coprire la meta' del panetto, facendolo aderire bene. Ruotate di 180° e ripetete la stessa operazione. Ruotate di 90° e chiudete anche le parti rimaste aperte. Infarinate la superficie e con il matterello schiacciate delicatamente la pasta e stendetela dolcemente formando un rettangolo. Ora inizia la fase della piegatura:
prendete le estremita' laterali del rettangolo e chiudetele verso il centro fino a farle toccare, ottendo qualcosa di simile ad un libro aperto. Ora chiudete il libro per ottenere la piegatura a 4. Chiudete tutto nella carta da forno o nella pellicola e mettete in frigo per mezz'ora. Rimettete ora la pasta sul piano infarinato e stendetela nuovamente con il matterello, ottenete il rettangolo e piegate di nuovo allo stesso modo, per poi riporre ancora tutto in frigo per mezz'ora. Ripetete l'operazione per 4 o 5 volte, poi la pasta è pronta da stendere e usare.


Cuori di sfoglia all'arancia
300g pasta sfoglia
un'arancia non trattata
3 cucchiai di zucchero semolato

Stendete la pasta sfoglia in un rettangolo e tagliate i bordi per renderlo regolare. Prelevate la buccia dall'arancia e tritatela finemente al coltello, mescolatela con due cucchiai di zucchero semolato e lasciate riposare il tutto per qualche minuto. Cospargete la sfoglia con lo zucchero all'arancia, piegate i margini del rettangolo verso il centro e poi le due meta' una sull'altra. Mettete tutto in frigorifero per mezz'ora, poi tagliate il rotolo ottenuto a fette di 1cm circa e ponetele su una placca rivestita di carta da forno. Appiattite i cuoricini leggermente con il dorso di un coltello a lama larga o con il matterello, cospargeteli con lo zucchero rimasto e infornate a 220° per 10 minuti circa, tenendoli d'occhio per toglierli appena prendono colore.

lunedì 31 agosto 2009

Cantucci appassionati



Se dovessi dire come è cominciata, non saprei proprio quanto in la' dovrei spingermi con la memoria. Forse la primissima cosa che ricordo come segno tangibile della passione che gia' a poco piu' che 10 anni, avevo per la Juventus è, paradossalmente, una delusione, un abbandono che io ho vissuto subito come un tradimento mortale: Roberto Baggio. Dopo avermi fatto provare l'ebbrezza della vittoria dello scudetto, il primo che potessi ricordare. Il mio primo idolo calcistico, quello che ancora oggi tanti juventini considerano sportivamente un mito. Io no. :) Per me da allora, chi se ne va, non esiste piu'. Ma la provvidenza con me è stata clemente: mi ha subito dato una serie di grandi campioni, a cominciare da Vialli fino all'eterno Alex Del Piero. Chi non ama il calcio, chi non lo segue, non puo' capire. E' una cosa che ti prende allo stomaco, è una passione e come tutte le passioni non ha alcuna legge razionale. E vi assicuro che non è stato per niente facile, e non lo è tut'ora, essere una ragazza appassionata di calcio. Magari se siete tra quelle che proprio non ne possono sentir parlare e hanno un compagno che non puo' farne a meno, state pensando che se foste come me, lui sarebbe molto contento. Pensiero Sbagliato. All'inizio, forse. All'inizio, l'idea di avere una fidanzata che la domenica e/o il martedimercoledi non ti dice "Andiamo all'outlet?" puo' sembrare un sogno che si avvera. All'inizio vedere le partite insieme davanti alla tv è anche romantico. All'inizio andate a vedere la partita allo stadio e magari approfittate per farvi un weekend.All'inizio se gli porti due biglietti per il match clou del campionato, sei una dea. Stessa cosa con gli amici maschi. All'inizio sei figa, non parli solo di scarpe e borse, almeno non con loro. Poi iniziano a guardarti storto. Hanno questo pensiero misogino che il calcio, in fondo in fondo, cosa da maschi e'. Che tu non puoi alzarti dal divano dicendo: "Aoooooooooooo è fuorigiocoooooooooo" perchè tu chenesaidicheèunfuorigioco. Sabato mattina ero seduta con il mio Lui al bar per fare colazione, mentre aspettiamo, lui prende Il Messaggero. Io prendo la Gazzetta. Passa un suo amico e si ferma a salutarci. Mi guarda, storto, e mi fa: "Coosa?Tu leggi la Gazzetta?Non ho mai visto una ragazza che legge la gazzetta" e io: "Io? Ehm..In realtà preferisco il Corriere ma non..." Segue sguardo di intesa con il mio lui. Come a dire lascialastaporellanonsaquellochefa. Non sia mai che dici qualcosa sul calciomercato. Perchè è ovvio che tu non puoi sapere la differenza tra un terzino e un difensore centrale. Anche se la sai! Non puoi sapere che quello è mancino. E sopratutto non puoi sapere se uno è forte oppure no, perchè, secondo loro, per te un calciatore è forte solo se è bello. (considerate solo che il mio calciatore del cuore del momento è questo qua sotto, lui si che è bravo e bello!)

Giorgio Chiellini

Come vi dicevo, la vita è dura per una ragazza veramente appassionata di calcio. Ne sa qualcosa la mia Amichetta, purtroppo per lei schierata in una parte avversa, ma non è colpa sua: Non sei tu che scegli per quale squadra tifare, è lei che sceglie te. Altrimenti lei sarebbe la compagna perfetta per fare ogni 15 giorni 600 km per andare allo stadio... Per passare ad argomenti meno seri, visto che questo bel ragazzo di Giorgio Chiellini è toscano, ho pensato di omaggiarlo con questi bei cantuccini, ah, ditemelo pure che è brutto e che ha il nasone, per me resta mooolto mooolto bello, e, di conseguenza, anche mooolto mooolto forte...no? ;)


Cantucci Uvetta, Pistacchi e Pinoli
300g farina
3 uova
170g zucchero di canna
50g di uvetta
2 cucchiai di pistacchi di bronte
2 cucchiai di pinoli
un limone e un'arancia non trattati
liquore strega o altro a piacere
1 cucchiaino di lievito in polvere


In una ciotolina mettete un dito di acqua tiepida e un dito di liquore Strega e metteteci l'uvetta a rinvenire.Scaldate un padellino antiaderente e tostate i pinoli. Tritate grossolanamente i pistacchi al coltello. Prelevate la buccia dagli agrumi aiutandovi con un pelapatate facendo attenzione a non asportare anche il bianco e tritatela finemente. Setacciate la farina con il lievito e aggiungeteci la frutta secca e la buccia tritata. A parte rompete le uova e montatele brevemente con le fruste elettriche, solo finchè non sono spumose. Aggiungete le uova al composto di farina serbandone un paio di cucchiai, e impastate fino a ottenere una pasta compatta che si modella con le mani. Potete fare un unico rotolo o due piu' piccoli, metterli sulla placca da forno, spennellarli con le uova rimaste e infornare in forno caldo a 180° per circa 20 minuti, finchè al tatto non saranno consistenti. A questo punto estraete il rotolo e tagliatelo a fette diagonali (utilissimo il coltello elettrico, io non lo avevo questa volta e ci è voluta molta pazienza!) ponete le fette sulla placca e rimettete in forno abbassando a 150° per altri 10 minuti.


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